IL VENERDI’ SANTO

LITURGIA DEL VENERDI’ SANTO

Il Venerdì Santo la comunità cristiana non celebra l’Eucaristia perché il clima di festa non si addice all’evento che riempie il suo ricordo e motiva il suo digiuno (cf Mc 2,19-20): la morte del suo Signore e Sposo. L’azione liturgica è dominata dalla croce; manifestazione luminosa dell’amore divino spinto alla follia, la croce lascia spazio solo al silenzio e alla contemplazione.

Nelle ore pomeridiane ha luogo la celebrazione della Passione del Signore. Commemoriamo insieme i due aspetti del mistero della croce: la sofferenza che prepara la gioia di Pasqua, l’umiliazione e la vergogna di Gesù da cui sorge la sua glorificazione. Oggi è già Pasqua: Cristo che muore sulla croce «passa» da questo mondo al Padre; dal suo costato sgorga per noi la vita divina: noi «passiamo» dalla morte del peccato alla vita in Dio.

La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica.

Non vi è Antifona d’inizio; la solenne azione liturgica comincia con la preghiera silenziosa, in ginocchio, di tutta l’assemblea.

LITURGIA DELLA PAROLA

Si proclama la prima lettura dal libro del profeta Isaia (52,13 – 53, 12) con il suo salmo. Segue la seconda lettura dalla lettera agli Ebrei (4, 14-16; 5, 7-9) e il canto al Vangelo. Come terza lettura, si legge la narrazione della Passione del Signore secondo Giovanni.

La Liturgia della Parola si conclude con la preghiera universale, in forma tradizionale «per il significato che essa ha di espressione della potenza universale della passione del Cristo, appeso sulla croce per la salvezza di tutto il mondo». La salvezza per l’uomo credente, tribolato ed oppresso, è proprio il frutto che pende dall’albero della croce.

ADORAZIONE DELLA CROCE

Il secondo momento è l’Adorazione della Croce. La croce, coperta da un velo, viene portata all’altare e li il sacerdote la scopre. In seguito i fedeli, in processione, si apprestano a porgere l’omaggio a Gesù Crocifisso.

LA COMUNIONE

Come detto prima, oggi non si celebra l’eucarestia. E’ possibile comunque accostarsi alla comunione grazie al pane consacrato durante la Messa “in Coena Domini” del Giovedì Santo.

VIA CRUCIS

La Via Crucis affonda le sue origini nella pietà popolare verso il Cristo sofferente sviluppatasi fra il XII e il XV secolo. Questa devozione intende evocare il pellegrinaggio lungo la Via dolorosa a Gerusalemme. Originariamente questa pia pratica non aveva un numero preciso e definito di quadri, soste o “stazioni”. Queste erano lasciate alle tradizioni della pietà locale, la quale attingeva anche da testi devoti non scritturistici.

Così è per l’incontro di Gesù con la madre, per il numero delle cadute, per l’incontro con Veronica. Il numero delle “stazioni” e il loro contenuto furono precisati dall’autorità ecclesiastica nel 1731, accogliendo la prassi allora più diffusa che comprendeva anche questi momenti non presenti nei Vangeli. Dal 1975 è possibile sostituire le stazioni tradizionali con altri momenti della Passione desunti dai Vangeli e concludere sempre con la Risurrezione di Gesù.

Fonte: Famigliacristiana.it