FESTA PATRONALE DI SAN VITTORE MARTIRE

IL SANTO PATRONO DELLA PARROCCHIA
E TITOLARE DELLA CHIESA PARROCCHIALE

Quella dell’8 maggio è sicuramente una data importante e ricca di storia, che ogni abitante di Calcio dovrebbe avere a cuore. Per diversi secoli, infatti, S. Vittore è stato il santo più venerato dal popolo calcense: i nostri padri gli dedicarono i due più importanti luoghi di culto locali: secoli fa la vecchia Pieve e poi nel 1880 la nuova Parrocchiale.

Festeggiamenti in questo anno
La storia del Santo
La Supplica a San Gottardo

FESTEGGIAMENTI IN QUEST’ANNO

Le Processioni dei Santi Patroni avranno luogo esclusivamente se le misure legate all’emergenza sanitaria del periodo lo permetteranno; altrimenti saranno sospese.

MERCOLEDI’ 5 MAGGIO E GIOVEDI’ 6 MAGGIO

Triduo di S. Vittore

VENERDI’ 7 MAGGIO

Triduo di S. Vittore.

  • Ore 17:40 – Vespri solenni
  • Ore 18:00 – S. Messa della Vigilia.

SABATO 8 MAGGIO – SOLENNITA’ DI S. VITTORE MARTIRE, PATRONO DELLA PARROCCHIA

ore 08:30 – S. Messa

Ore18:00 – Solenne Concelebrazione eucaristica in suffragio dei defunti della Parrocchia, presieduta dal Rev. don Giovanni Manenti, Parroco di Paderno Franciacorta (BS). Supplica al Santo Patrono e Benedizione con la Reliquia.


LA STORIA DEL SANTO

La statua lignea di San Vittore Martire
presente nella nostra Chiesa Arcipretale

Vittore, soldato africano vissuto tra il III e IV secolo d.C., svolgeva il suo servizio a Milano. Convertito al cristianesimo al tempo delle persecuzioni dovette scegliere tra Dio e l’imperatore. La sua scelta chiara e decisa lo portò ad essere imprigionato in una cella di rigore. Dopo avergli fatto trascorrere una settimana senza cibo ed acqua, venne trascinato nell’ippodromo del circo. Durante l’interrogatorio Vittore rimase saldo nel suo rifiuto di sacrificare agli idoli, che mantenne anche dopo una severa flagellazione. Riportato in carcere venne ulteriormente tormentato: gli fu versato del piombo fuso nelle piaghe, ma egli continuò ad essere forte nella fede.

 Un giorno, approfittando di una disattenzione delle guardie riuscì ad evadere, trovando rifugio in una stalla, ma quasi all’estremo delle forze ormai il suo peregrinare era terminato. Scoperto, venne trascinato in un vicino bosco ed infine decapitato.

Secondo la tradizione, il suo corpo fu ritrovato una settimana più tardi dal vescovo San Materno, ancora intatto e fedelmente vegliato da due animali feroci.

S. Vittore è patrono dei carcerati e prigionieri ed uno dei santi più cari alla diocesi di Milano, che ha edificato una maestosa basilica per conservarne le spoglie mortali


LA SUPPLICA A SAN VITTORE