LE QUARANTORE

COSA SONO LE QUARANTORE
COME SI SVOLGERANNO LE QUARANTORE DEL 2021
STORIA DELLE QUARANTORE

Da giovedì 3 a sabato 5 giugno in Chiesa Parrocchiale, in preparazione alla solennità del Corpus Domini che celelbrebremo domenica 6 giugno, si terranno le Quarantore.

COSA SONO LE QUARANTORE

Le Quarantore consistono in un momento di Adorazione Eucaristica durante la quale ognuno può soffermarsi in preghiera.

In passato veniva organizzato un calendario di presenze basato sulle vie del paese perché il Santissimo fosse esposto sempre alla presenza di qualcuno.

COME SI SVOLGERANNO NEL 2021

REGISTRO PRESENZE

Come specificato all’inizio la partecipazione è libera. Tuttavia per chi lo volesse, al fine di garantire una presenza continua di fedeli davanti al Santissimo Sacramento, può segnarsi su un apposito registro/calendario che troverà in fondo alla chiesa parrocchiale.

Come sempre, dall’inizio della pandemia, verrà garantito il rispetto dei protocolli igienico-sanitari previsti dalla normativa vigente.

GLI ORARI

GIOVEDI’ 3

Dalle 08:30 alle 11:00 – Esposizione del Santissimo Sacramento
Dalle 16:00 alle 18:00 – Esposizione del Santissimo Sacramento
Alle 18:00 – Vespri e benedizione Eucaristica

VENERDI’ 4

Dalle 08:30 alle 11:00 – Esposizione del Santissimo Sacramento
Dalle 16:00 alle 18:00 – Esposizione del Santissimo Sacramento
Alle 20:00 – Esposizione del Santissimo Sacramento
Alle 20:30 – Vespri e benedizione Eucaristica

SABATO 5

Dalle 08:30 alle 11:00 – Esposizione del Santissimo Sacramento
Dalle 16:00 alle 17:45 – Esposizione del Santissimo Sacramento

LA STORIA DELLE QUARANTORE

Le Quarantore sono una della forme di esposizione eucaristica, come ve ne erano tante e varie dal tardo Medioevo in poi.

Si può dire che esse furono la forma tipica che l’adorazione solenne del Sacramento prese in Italia verso il principio del sec. XVI. Esse si richiamano in particolare alle 40 ore che Nostro Signore passò nel sepolcro, e forse traggono la loro origine nell’adorazione che si faceva tra il Giovedì santo e il Venerdì Santo davanti alla reposizione del Sacramento, che appunto veniva erroneamente, chiamata Sepolcro.

Si cominciò a praticarle a Milano nel 1527, come pio esercizio per scongiurare le calamità belliche del momento, dietro la spinta di Gian Antonio Bellotti, che ottenne che venissero praticate quattro volte in un anno. In tale occasione però il SS. Sacramento non veniva esposto, poiché l’adorazione avveniva davanti al tabernacolo chiuso. È controverso chi abbia per primo incominciato ad esporre per l’occasione il Sacramento, tra speciale rilievo di luci e di addobbi. Sembra che la cosa sia ad ogni modo cominciata a Milano, o nel 1534 per opera di P. Bono da Cremona, barnabita, o nel 1537 per opera del cappuccino P. Giuseppe da Fermo, al quale ad ogni modo va soprattutto il merito, oltre che di aver diffuso la pratica in altre importanti città italiane, di aver disposto che l’esposizione e l’adorazione del Sacramento passasse da una chiesa all’altra nella stessa città, in modo da creare un ciclo completo di adorazione durante tutto un anno (Adorazione perpetua).

A questa pratica furono assegnate le prime indulgenze da Papa Paolo III, ed essa ricevette la prima organizzazione stabile per Milano da S. Carlo Borromeo, nel I Conc. Provinciale del 1565.

A Roma ebbe un grande fautore in S. Filippo Neri, che la prese come una delle principali pratiche di devozione per la sua Confraternita, e la solenne festa esteriore con cui accompagnava la pratica contribuì a fare di lui il padre degli oratori musicali, che tanto decoro artistico diedero alla musica del tempo.

Il Papa Clemente VIII, nel 1592, diede una prima regolamentazione, disponendo che con l’esposizione delle Quarantore, “una catena ininterrotta di preghiere…, ad ogni ora del giorno e della notte, in tutto l’anno” si creasse a Roma. Finalmente Clemente XII, nel 1731, stabilì tutto il cerimoniale con cui si devono praticare le Quarantore con una istruzione che porta il nome di Instusctio Clementina.

Le Quarantore previste dalla Instructio Clementina si devono praticare naturalmente solo in quelle città che hanno molte chiese. La pratica però non tardò ad estendersi anche nei centri minori, almeno come esercizio annuale, specialmente dopo l’avvio che la cosa prese a Macerata nel 1556, per opera di due missionari gesuiti, che volendo ritrarre la gente da uno spettacolo immorale, organizzarono l’esposizione delle Quarantore con particolare solennità. La cosa non solo riuscì, ma contribuì a dare all’esercizio quel carattere di espiazione che riveste particolarmente nei luoghi dove si fa una volta all’anno, e precisamente nel periodo del Carnevale.

Il Papa Leone XIII, nel 1897, estese a tutte le chiese del mondo le indulgenze che alla pia pratica erano state concesse nella città di Roma.

Fonte: “Dizionario pratico di Liturgia Romana” (ed. Studium)

Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2021