REDENTI DAL FIGLIO

DOMENICA DELLE PALME

Per noi Cristo si è fatto obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è sopra ogni altro nome.

LA PAROLA

DAL VANGELO SECONDO MARCO (Mc 15,24-39) Poi lo crocifissero e si divisero le sue vesti, tirando a sorte su di esse ciò che ognuno avrebbe preso. Erano le nove del mattino quando lo crocifissero. La scritta con il motivo della sua condanna diceva: «Il re dei Giudei». Con lui crocifissero anche due ladroni, uno a destra e uno alla sua sinistra. Quelli che passavano di là lo insultavano, scuotendo il capo e dicendo: «Ehi, tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso scendendo dalla croce!». Così anche i capi dei sacerdoti, con gli scribi, fra loro si facevano beffe di lui e dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare se stesso! Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, perché vediamo e crediamo!». E anche quelli che erano stati crocifissi con lui lo insultavano. Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Eloì, Eloì, lemà sabactàni?», che significa: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò. Il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo. Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». 

DALLA PAROLA ALLE IMMAGINI

DALLE IMMAGINI ALLA PREGHIERA

Abbracciare la tua croce

Aiutaci, o Signore, a non guardare la tua croce a distanza, come la folla sul calvario;
disarma le mani armate e i cuori ostili dell’umanità;
liberaci da una vita protesa verso una pace illusoria senza la tua croce salvifica;
da una vita insidiata dal male sottile di un paganesimo di ritorno che maschera le cose con i volti degli idoli muti, deludendo le aspirazioni più vere del cuore. 

Donaci una fede forte per abbracciare la tua croce senza fughe:
là dove discende il dono del tuo perdono;
là dove palpita il cuore di tua madre divenuta, sotto la croce, anche la nostra madre;
là dove, con il sangue e l’acqua del tuo costato, nasce la Chiesa, germe della nuova umanità.

Fonte: Paoline.it