PORTATI DAL PASTORE

4ª DOMENICA DI PASQUA

Io sono il buon pastore, dice il Signore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me. 

LA PAROLA

DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI (Gv 10,11-18)

In quel tempo, Gesù disse: “Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio”. 

DALLA PAROLA ALLE IMMAGINI

DALLE IMMAGINI ALLA PREGHIERA

Con te, Pastore bello

Come una pecorella del tuo gregge, tante volte vorrei essere da te preso in braccio e, magari, coccolato, essere al centro dell’attenzione…

Come una pecorella nell’ovile, tante volte mi sento migliore degli altri che sbagliano, e non vedo il mio errore… 

Come una pecorella insieme con le altre pecorelle, mi faccio forza nella maggioranza silenziosa e ignoro chi si smarrisce… 

Come una pecorella immatura, tante volte non comprendo che l’amore che tu hai verso tutti…, soprattutto i più deboli e fragili, l’attenzione per l’uno e non solo per la massa, tutto questo ti rende unico, il vero bel Pastore della mia vita. 

Preghiera di Emilio Salvatore 

 

Fonte: Paoline.it