12ª GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA

VIVI PER SERVIRE LA VITA

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 12a Giornata Nazionale per la vita

4 febbraio 1990

1. Amica sincera e disinteressata degli uomini, la Chiesa crede fermamente che la vita umana, anche se debole e sofferente, è sempre uno splendido dono di Dio e diritto inalienabile di ogni uomo. In ogni essere umano è
riflesso il mistero di Dio. Siamo vivi per servire la vita di ogni uomo. Questo è il messaggio che vorremmo far giungere nelle case di tutti, in occasione della 12esima Giornata annuale per la vita. La vita umana è segno di
benedizione da parte di Dio. È dono suo, anche quando è velata e condizionata dalla fragilità e dalla sofferenza.
Ed è dono che ci responsabilizza. Dal concepimento nel grembo materno fino all’ultimo respiro, è affidata a ciascuno e alla responsabilità di tutti. Creato a immagine e somiglianza di Dio, l’uomo è chiamato ad esistere
“per” gli altri e a rendere conto della vita degli altri, come della sua vita a Dio. Così è scritto nella Bibbia: «Domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello» (Gen. 9,5).

2. Nel nostro Paese, proteso nel cuore del Mediterraneo quasi come un ponte di solidarietà e di pace, si registrano, insieme allo sviluppo delle istituzioni e a un più diffuso benessere, minacce crescenti alla
convivenza, alla salute alla vita di tutti. Si è oscurata la consapevolezza che «aborto e infanticidio sono abominevoli delitti» (Gaudium et Spes, 51). Anche i sequestri di persona, le violenze, mascherate persino di
passione sportiva, lo smercio di droga, l’inquinamento dei mari e delle città sono sintomi di un male profondo.
La vita umana è banalizzata e svilita come un oggetto di consumo. È tempo di riscoprirne la bellezza e la verità e di invertirne la direzione di marcia. Non è segno di civiltà declassare la persona e umiliare il corpo umano,
avallare l’immoralità e minare la stabilità del matrimonio. Non è progresso quello che esalta il desiderio di benessere e di qualità della vita fino a giustificare, per una cosiddetta pietà, un atto che uccide. Non giova una
politica che ignora i diritti elementari della famiglia riguardo alla natalità e ai figli, alla casa e alla solidarietà verso gli infermi e ai vecchi.

3. Affidata all’uomo come un bene prezioso e vulnerabile, la vita gli appartiene e, al tempo stesso, non è in suo potere. Ognuno è vivo per realizzare lungo l’esistenza sulla terra e nel tempo, un disegno divino che avrà il suo compimento nell’eternità. Si è vivi per meritare la pienezza della vita, preparata e promessa da Cristo Risorto. Il bambino, fin dal suo concepimento, attende una rete di solidarietà per vivere, anche quando mostra segni, probabili o certi, di imperfezione o di handicap. Gli immigrati, i nomadi, i malati mentali, i barboni recano con sé domande di solidarietà cui non si può rispondere innalzando barriere di difesa. Chi porta segni
penosi di sofferenza e di morte attende, prima di tutto, che di lui si abbia cura. Sotto questi volti si nasconde il volto di Cristo.

4. Siamo grati a Dio per le testimonianze innumerevoli di vita generosa e onesta, di volontariato e di solidarietà autentica offerte da tante famiglie nell’educazione dei figli, nell’accoglienza della vita nascente e nell’aiuto a
persone in difficoltà. È motivo di fiducia anche la dedizione di tanti uomini di scienza e operatori professionali, come l’impegno tenace di singoli, gruppi e comunità, che operano per la tutela e la promozione di ogni vita
umana in ogni condizione. A tutti rivolgiamo l’appello a prendere seriamente a cuore in ogni ambito – pubblico e privato, legislativo e amministrativo, sociale e culturale – la difesa della vita, del matrimonio e della famiglia.
È la condizione perché vi sia progresso nella pace. La Vergine Maria, che ha atteso e dato alla luce per noi il Salvatore, accompagni nelle case con la sua benedizione questo messaggio.

Fonte: Centro per la vita di Cassino