FESTA PATRONALE DI SAN GOTTARDO

IL SANTO PATRONO DELLA COMUNITA’ CALCENSE

Il 4 Maggio la Parrocchia Arcipretale di Calcio (BG) celebra la “SOLENNITA’ DI S. GOTTARDO VESCOVO, PATRONO DI CALCIO”

Festeggiamenti in questo anno
La storia del Santo
La devozione in Italia e a Calcio
La Supplica a San Gottardo

FESTEGGIAMENTI IN QUEST’ANNO

Le Processioni dei Santi Patroni avranno luogo esclusivamente se le misure legate all’emergenza sanitaria del periodo lo permetteranno; altrimenti saranno sospese.

GIOVEDI’ 29 APRILE

In mattinata – Incontro in chiesa per i bambini della scuola dell’infanzia e primaria della scuola parrocchiale.

SABATO 1 MAGGIO E DOMENICA 2 MAGGIO

Triduo di S. Gottardo.

LUNEDI’ 3 MAGGIO

Triduo di S. Gottardo.

  • Dalle ore 16:30 alle ore 17:40 – Esposizione eucaristica con possibilità delle Confessioni.
  • Ore 17:40 – Vespri solenni
  • Ore 18:00 – S. Messa della Vigilia

MARTEDI’ 4 MAGGIO – SOLENNITA’ DI S. GOTTARDO VESCOVO, PATRONO DI CALCIO

Al mattino Sante Messe alle ore 08:00 e alle ore 11:00.

Ore 18:00 Solenne Concelebrazione eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Pierantonio Tremolada, Vescovo di Brescia. Supplica al Santo Patrono e Benedizione al Paese con la Reliquia.

IL TRAGITTO DELLA PROCESSIONE

Via Papa Giovanni XXIII, Benedizione del Paese sul ponte del Naviglio, Via Marco Secco d’Aragona, Via Schiavette, Via Masa, Piazza 5 Vie, Via Filatoio, Via Papa Giovanni XXIII


LA STORIA DEL SANTO

La statua lignea di S. Gottardo presente presso la nostra Chiesa Arcipretale

Nacque nel 960 a Reichersdorf (Ritenbach) presso Niederaltaich nella diocesi di Passavia; era figlio di Ratmundo, distinto vassallo del capitolo di S. Maurizio (Moritzstift) in Niederaltaich. Qui, nella scuola capitolare, sotto la guida di Uodalgiso, fu istruito nelle scienze umanistiche e teologiche. Per tre anni dimorò poi alla corte arcivescovile di Salisburgo, dove fu introdotto nell’amministrazione ecclesiastica. Dopo il ritorno da viaggi in paesi lontani, tra l’altro visitò l’Italia, proseguí gli studi superiori nella scuola del duomo di Passavia, dove insegnava.il famoso maestro Liutfrido; poi entrò nel capitolo di Niederaltaich, di cui presto fu eletto preposito. Quando il duca Enrico II di Baviera, detto il Litigioso (951-995), decise di trasformare il capitolo in un monastero benedettino, Gottardo rimase come novizio e si fece monaco nel 990 sotto l’abate Ercanberto, venuto dalla Svevia. Nel 993 fu ordinato sacerdote, poi divenne priore e rcttore della scuola monastica e ne promosse lo sviluppo interno ed esterno. Nel 996 fu eletto abate e orientò il monastero di Niederaltaich verso l’ideale monastico di Cluny.
Il futuro imperatore Enrico II (1002-24) gli affidò il delicato ufficio di abate e riformatore, prima nel monastero di Tegernsee (1001-1002) e poi in quello di Hersfeld (1005). Con forza paziente riuscí a vincere la resistenza dei monaci ostili alla riforma e, dopo il ritorno a Niederaltaich nel 1013, diresse la costruzione del monastero e della chiesa e vi introdusse una scuola di scrittura e pittura. Egli è infatti considerato il piú grande architetto e pedagogo della Baviera nell’alto Medioevo. Dietro richiesta dell’imperatore Enrico II fu nominato vescovo di Hildesheim il 30 novembre 1022 e consacrato dall’arcivescovo Aribo di Magonza il 2 dicembre.
Da vescovo incarnò l’ideale di padre del clero e del popolo e si acquistò il rispetto dei suoi sacerdoti specialmente con le sue conferenze bibliche. Durante i quindici anni del suo governo episcopale fece costruire e consacrò piú di trenta chiese. Nonostante la sua età avanzata, difese virilmente i diritti della sua diocesi contro usurpazioni di prelati e di principi. Conclusa la settimana pasquale, morí dopo breve malattia il 5 maggio 1038.
La canonizzazione di Gottardo fu caldamente promossa dai suoi successori Bertoldo (1119-30) e Bernardo (1130-53). Il secondo ne lesse (1131) a Liegi la Vita dinanzi a Innocenzo II (1130-43), che promise di canonizzarlo durante il successivo concilio. 

fonte: santiebeati.it


LA DEVOZIONE IN ITALIA E A CALCIO

Secondo gli storici, la devozione per San Gottardo, venne introdotta in Italia settentrionale dai monaci cistercensi, che eressero il primo luogo di culto a lui dedicato verso la metà del XIII secolo.

Per quanto riguarda la parrocchia di Calcio, non si è in grado di definire quando si diffuse esattamente la venerazione per il santo vescovo bavarese. I documenti del XVII-XVIII secolo affermano che era tradizione antichissima, quella di festeggiare il 4 maggio in onore di San Gottardo. In realtà ci si limitava alla celebrazione di una S. Messa solenne presso la chiesa di San Fermo (nei pressi del cimitero), dove era conservata la statua lignea (la stessa di oggi).

Fu solamente nei primi anni del 1900 che la devozione per il Santo ebbe uno sviluppo notevole, tanto da far quasi dimenticare a diversi calcensi che il patrono e titolare della parrocchia è San Vittore martire. Da oltre un secolo è sicuramente la data più cara al popolo calcese che ricorda in questo giorno il suo principale protettore.

Le persone di una certa età hanno ancora un buon ricordo, di quanti non solo di Calcio, ma anche dai paesi limitrofi, partecipavano un tempo ai riti in onore del Santo, soprattutto alla processione per le vie del Paese.

L’intercessione di san Gottardo è invocata contro la febbre, le malattie dei fanciulli, le calamità temporali, ma soprattutto contro gli errori e i vizi contrari agli insegnamenti evangelici.


LA SUPPLICA A SAN GOTTARDO